giovedì 10 giugno 2010

I mille usi della carta stampata

Questa è l'idea che News(ex)press ha della carta stampata.

Oggi i giornali tradizionali si leggono poco ma continuano ad essere molto usati, però non nel modo che vorremmo.

Nello scattare queste fotografie abbiamo voluto dare un’idea rapida e immediata, di quella che è l’attuale situazione dell’editoria italiana e dell’uso che se ne fa dei giornali: usati come copri-sedili, gettati per terra, calpestati. I distributori dei giornali free press, nelle stazioni delle metropolitane sono vuoti, sinonimo di un mercato in crescita, mentre i giornali tradizionali vendono sempre meno copie.

I quotiani sono sempre meno considerati nel loro ruolo informativo e di cane da guardia della democrazia.





Giorgia Pellecchia

giovedì 28 maggio 2009

Navigatori pigri



Italiani popolo di artisti, santi poeti e navigatori… pigri.

Un’indagine di Microsoft evidenzia come i navigatori Internet tendano a visitare sempre gli stessi – pochi - siti
.

Dall'indagine, condotta tramite SurveyShack, emerge che un utente Internet europeo tipico (65% degli intervistati) è abitudinario.
Visita solo fino a 6 siti Web nel corso di una sessione Internet media, lasciando inesplorato il rimanente 99,9% dei 231.510.169 siti Web disponibili.


La ricerca ha visto coinvolto un gran numero d’internauti: più di 6 mila. Quasi tre quarti degli utenti Internet europei (74%) afferma che per ogni 10 siti Web visitati solo 3 sono siti visualizzati per la prima volta.
Secondo la ricerca, nel mare magnum del web, i navigatori italiani (1000 intervistati), esplorano solo un piccolo laghetto personale: il 27% dichiara di visitare solo 3-4 siti durante una sessione di navigazione, il 26.7% ne visita al massimo tra 6 o 7, quasi sempre peraltro pagine frequentate abitualmente.
In Europa i paesi scandinavi quali Danimarca, Finlandia e Norvegia sono tra quelli con gli utenti internet più timorosi: circa un terzo dei danesi (35%), dei finlandesi (35%) e dei norvegesi (32%) esplora un solo sito web nuovo ogni 10 siti visitati. Gli svizzeri e i belgi sono invece più intraprendenti online, con un utente su 10 che visita siti web preferiti e nuovi con un rapporto di 50 e 50.

Il tempo passato in internet è inoltre in aumento: quasi la metà (45%) degli utenti Internet europei passa da 30 minuti a due ore online nel corso di una sessione tipica e un significativo 39% dedica a Internet tra le 7 e le 15 ore alla settimana.
In Italia si naviga in linea con il resto dell'Ue: Il 20.8% degli utenti italiani spende dai 30 minuti a 1 ora di navigazione media al giorno, mentre il 18,4% ha un range di navigazione compreso tra una e due ore.

Tempi di connessione in crescita, scoperta di novità in calo. Un'altra importante tendenza sottolinea che sebbene gli europei non si avventurino alla scoperta di novità, il numero di coloro che si connettono è in continuo aumento: l'80%, infatti, è sempre connesso oppure utilizza internet più di due volte al giorno. Il Portogallo e l'Italia occupano le prime posizioni: tre quarti degli utenti Internet portoghesi (76%) e italiani (73%) sono costantemente connessi al web.

La limitata esporazione del web è legata alla paura di sbagliare. La metà degli intervistati ha dichiarato di ricorrere a suggerimenti di amici o riviste o a una risorsa centrale, prima di esplorare nuovi siti web. Sono preoccupati per aspetti come rischi per la sicurezza in continuo aumento, esposizione ai virus, tempo necessario per le ricerche e mancanza di conoscenza dei migliori siti web da visitare.

"Nulla di strano - spiega Roberto Liscia, presidente di Netcomm (Consorzio del commercio elettronico italiano) e vicepresidente dell'Assinform, l'associazione per l'information technology di Confindustria – perché se Internet è ormai un servizio assodato e non più una regione sconosciuta da esplorare, il tempo di navigazione diminuisce, concentrandosi su obiettivi precisi." "L’internauta - continua Liscia - cerca ormai quello che gli serve dove sa di trovarlo, invece di vagare a caso attraverso i milioni di pagine disponibili." Insomma è ovvio che Internet si sta trasformando sempre di più nella mera estensione della realtà quotidiana, nei confronti della quale ha alcuni vantaggi come la velocità e la moltiplicazione delle possibilità. A parte questo però gli utenti vivono Internet non più come un’opportunità, ma semplicemente come l’estensione o la semplificazione delle attività che si svolgono abitualmente anche nel mondo reale.

Eppure le maggiori novità di Internet arrivano sempre dalla “periferia”, da quei siti originali che propongono servizi innovativi e che diventano poi fenomeni di massa, ma solo perché evidentemente c’è ancora qualcuno che fortunatamente fa il “pioniere” e non il “colono” in quel vasto spazio chiamato Internet.

Non dimentichiamo che la ricerca è stata commissionata da Microsoft.
Il colosso dell’informatica è in procinto di lanciare il suo nuovo motore di ricerca, conosciuto per il momento col nome in codice di Kumo. Forse Micorsoft, con questa ricerca e la sua seguente comunicazione, vuole sottolineare che il cosiddetto Web inesplorato, è una realtà di fatto. Gli attuali motori di ricerca, che basano i loro risultati sulla presenza statistica di parole chiave, non sono, infatti, in grado di portare alla luce che un frammento della conoscenza sparsa per il Web, poiché si basano sulla rilevanza statistica degli argomenti, proponendo quindi solo quelli che risultano più cliccati. Una nuova generazione di motori di ricerca basati su nuovi concetti e in grado di indicizzare anche il Web inesplorato è in preparazione e, tra questi, anche Microsoft Kumo.

Siamo davvero solo dei navigatori timorosi e non degli esploratori?
Siamo davvero così pigri e abitudinari?
O è solo una trovata pubblicitaria di Microsoft?
A voi la scelta.

venerdì 15 maggio 2009

Il tornado crisi travolge l'editoria

C’è crisi. Si sa e si vede. Come un potente tornado, la crisi globale, ha travolto tutti settori senza esclusione alcuna. La depressione economica ha inferto, nell’ultimo anno, un duro colpo al già fragile mondo dell’editoria e dei giornali. I primi segnali arrivano, come sempre in anticipo, dagli Stati Uniti, con le ultime notizie, davvero drammatiche, che parlano di bancarotta per il gruppo Tribune (editore, fra gli altri, del Los Angeles Times e del Chicago Tribune) 161 anni dopo la sua fondazione.

Visualizza il tracollo dell'editoria made in Usa in una mappa di dimensioni maggiori
L'editore del Philadelphia Inquirer e del Philadelphia Daily News ha, invece, annunciato il ricorso alla protezione dai creditori prevista dal Chapter 11.
Quotidiani storici come il Rocky Mountain News e il San Francisco Chronicle hanno subito uno la chiusura, l'altro una drastica riduzione per tentare di sopravvivere in quella che secondo gli analisti è una stagnazione a lungo termine, con i ricavi pubblicitari per i quotidiani Usa precipitati lo scorso anno del 15%.
Non sono bastati 146 anni di storia, tradizioni e penne illustri per fronteggiare la chiusura del Seattle Post-Intelligencer. Il 17 marzo 2009 ha sospeso definitivamente le pubblicazioni cartacee e si è trasferito online. La migrazione del Seattle P-I, sussurrano gli esperti, potrebbe essere soltanto la prima di una lunga serie. Se l’esperimento Seattle Post-Intelligencer del dovesse fallire sarebbe un pericoloso precedente per il già traballante mondo dell’informazione americana.
La crisi non risparmia neanche le testate più solide e blasonate. Il New York Times, che controlla anche il Boston Globe oltre al prestigiosissimo International Herald Tribune e ha deciso di accendere un’ipoteca sulla nuova sede realizzata da Renzo Piano.
I motivi di questa debacle li ha riassunti molto bene Sam Zell, l'immobiliarista che aveva acquisito un anno fa il gruppo Tribune: "Il repentino declino dei ricavi e la crisi economica combinati con le difficoltà riscontrate sul mercato del credito hanno reso estremamente difficile fare fronte ai nostri debiti".
Ma come negli Usa, anche in Italia, sebbene ancora sottoforma di un piccolo venticello, il grande tornado si preannuncia non meno devastante
Per ora i danni del cataclisma sono lievi, ma dal Corriere a Repubblica, dal Sole alla Rai, i tetti delle case di manager e giornalisti iniziano a perdere le prime tegole. Di segnali ve ne sono fin troppi: basta dare un'occhiata alle performance borsistiche del comparto editoriale negli ultimi dodici mesi per capire che si tratta di una strage. La prima vittima italiana del “tornado editoria” è il quotidiano “24 Minuti”. Il free press, del gruppo del Sole 24 ore , nato nel novembre 2006 ha chiuso i battenti il 1°aprile 2009.
I problemi e i nodi irrisolti sono comuni: costi fuori controllo, dalla carta agli organici pletorici, scarsa produttività a fronte di superstipendi e benefit per manager ,giornalisti ed inviati, ricavi tanto da edicola quanto da advertising crollati a causa della disaffezione dei lettori e della contrazione degli investimenti pubblicitari. E con costi prevalentemente fissi e crescenti e entrate tendenzialmente e irreversibilmente calanti, la forbice è destinata ad accentuarsi e la crisi, di conseguenza, ad aggravarsi, poiché nulla, all'orizzonte, fa prevedere un'inversione di tendenza.
Giorgia Pellecchia

domenica 3 maggio 2009

Deep red for Publishing



Last September it launched the alarm crisis. Banks, loans, insurance companies have sown panic. After some months, the crisis concerns the Italian publishing.
The chairman of the FIEG, Carlo Melanconico said: “The quarterly performance of some major media groups in Italy, show a steady deterioration in the economic accounts”.
In the first quarter of 2009 saw an increase in losses and shrinking of profits equal to 30%.
In any case, according Censis the paper beats internet 51 to 38.
Sales decline of newspaper, but the new media do not replace the traditional information.
The large publisher to the government asking for help. The chairman of the FIEG Melanconico has appealed to he Government.
The answer came from Undersecretary to the Presidency of the council delegation to publishing, Paolo Bonaiuti, who said: “The Government, it was moved by creating a fund of 20 million euro for the crisis in newspaper and for the first time periodicals”.
He added the publishing is facing a new world, but you can always find a balance. We must deal with understanding the dramatic change in course.
The crisis has been felt even in the U.S., where even newspaper like The New York Times is still forced to make ups to make ends meet, leaving presage a strategic retreat from the web in the coming years.
The Finnish Giant UPM-Kymmenea closed the first quarter loss of 158 million euro. Turnover fell by 23% compared to the same quarter of 2008.The manager Jussi Pesonen : “The paper has managed the situation by maintaining high prices, streamlining operations and adjusting the production of the adoption of demand”.
The data confirm that this a dramatic crisis. Difficult to trace the many causes that are endangering the press briefing. Andrea Ceccherini, President of he young Permanent Publishing answering some questions about “Growing between the lines”, said: “The newspaper have to stop selling advertising and must being to sell news. The newspaper care too much relationship with readers”. Who knows if all publisher need only this simple advice to improve the fate of…


Surace Caterina

venerdì 1 maggio 2009

The turning point

The turning point came in 1996. It was the month of April when the daily newspaper La Repubblica, launched a website entirely devoted to the elections taking place a few months later. It was a sort of experiment that the site of this national newspaper decided to do after studying this long, especially in view of the subsequent launch of its website. It took Zambardino Vittorio, editor of science enthusiast and was a resounding success in its day, reaching the quota of 350,000 people in just twenty days.
After several months of work and a few weeks of campaign advertising, January 14 1997 (day of the twenty first anniversary of the founding of the newspaper), was officially born Repubblica.it, organ of the newspaper directed by Vittorio Zucconi. The site was immediately inspired by the other national newspapers. The innovation was to introduce Repubblica.it content in more that were not present in the journal paper, specially designed for the online version and updated continuously. It was something new and managed to make this site, the leader in online publishing.Faced with this great success, including Il Corriere della Sera decided to have a version of the newspaper on the internet, but the differences with respect to the Republic which caused the initial failure. Indeed, it was decided not to entrust to a special drafting the web version of the newspaper, whose pages were essentially the same as the printed version. This marked the final choice of primacy Repubblica.it web publishing, which was only partially recovered. As with much enthusiasm was August 28 1997 Gazzetta.it, the website of Gazzetta dello Sport: This site is distinct from its origins to the great interactivity with its readers and the many multimedia content. 1997 is thus remembered as the year of the quantitative development of online journalism. According to Online Media Center in Italy that year there were 31 daily newspapers on the web, 7 news agencies, 47 from radio and TV, 25 journals and 45 electronic magazine. The phenomenon thus began therefore to have a certain consistency. was preparing what the late 90's would have been a real boom.
Federica Stiriti