giovedì 28 maggio 2009

Navigatori pigri



Italiani popolo di artisti, santi poeti e navigatori… pigri.

Un’indagine di Microsoft evidenzia come i navigatori Internet tendano a visitare sempre gli stessi – pochi - siti
.

Dall'indagine, condotta tramite SurveyShack, emerge che un utente Internet europeo tipico (65% degli intervistati) è abitudinario.
Visita solo fino a 6 siti Web nel corso di una sessione Internet media, lasciando inesplorato il rimanente 99,9% dei 231.510.169 siti Web disponibili.


La ricerca ha visto coinvolto un gran numero d’internauti: più di 6 mila. Quasi tre quarti degli utenti Internet europei (74%) afferma che per ogni 10 siti Web visitati solo 3 sono siti visualizzati per la prima volta.
Secondo la ricerca, nel mare magnum del web, i navigatori italiani (1000 intervistati), esplorano solo un piccolo laghetto personale: il 27% dichiara di visitare solo 3-4 siti durante una sessione di navigazione, il 26.7% ne visita al massimo tra 6 o 7, quasi sempre peraltro pagine frequentate abitualmente.
In Europa i paesi scandinavi quali Danimarca, Finlandia e Norvegia sono tra quelli con gli utenti internet più timorosi: circa un terzo dei danesi (35%), dei finlandesi (35%) e dei norvegesi (32%) esplora un solo sito web nuovo ogni 10 siti visitati. Gli svizzeri e i belgi sono invece più intraprendenti online, con un utente su 10 che visita siti web preferiti e nuovi con un rapporto di 50 e 50.

Il tempo passato in internet è inoltre in aumento: quasi la metà (45%) degli utenti Internet europei passa da 30 minuti a due ore online nel corso di una sessione tipica e un significativo 39% dedica a Internet tra le 7 e le 15 ore alla settimana.
In Italia si naviga in linea con il resto dell'Ue: Il 20.8% degli utenti italiani spende dai 30 minuti a 1 ora di navigazione media al giorno, mentre il 18,4% ha un range di navigazione compreso tra una e due ore.

Tempi di connessione in crescita, scoperta di novità in calo. Un'altra importante tendenza sottolinea che sebbene gli europei non si avventurino alla scoperta di novità, il numero di coloro che si connettono è in continuo aumento: l'80%, infatti, è sempre connesso oppure utilizza internet più di due volte al giorno. Il Portogallo e l'Italia occupano le prime posizioni: tre quarti degli utenti Internet portoghesi (76%) e italiani (73%) sono costantemente connessi al web.

La limitata esporazione del web è legata alla paura di sbagliare. La metà degli intervistati ha dichiarato di ricorrere a suggerimenti di amici o riviste o a una risorsa centrale, prima di esplorare nuovi siti web. Sono preoccupati per aspetti come rischi per la sicurezza in continuo aumento, esposizione ai virus, tempo necessario per le ricerche e mancanza di conoscenza dei migliori siti web da visitare.

"Nulla di strano - spiega Roberto Liscia, presidente di Netcomm (Consorzio del commercio elettronico italiano) e vicepresidente dell'Assinform, l'associazione per l'information technology di Confindustria – perché se Internet è ormai un servizio assodato e non più una regione sconosciuta da esplorare, il tempo di navigazione diminuisce, concentrandosi su obiettivi precisi." "L’internauta - continua Liscia - cerca ormai quello che gli serve dove sa di trovarlo, invece di vagare a caso attraverso i milioni di pagine disponibili." Insomma è ovvio che Internet si sta trasformando sempre di più nella mera estensione della realtà quotidiana, nei confronti della quale ha alcuni vantaggi come la velocità e la moltiplicazione delle possibilità. A parte questo però gli utenti vivono Internet non più come un’opportunità, ma semplicemente come l’estensione o la semplificazione delle attività che si svolgono abitualmente anche nel mondo reale.

Eppure le maggiori novità di Internet arrivano sempre dalla “periferia”, da quei siti originali che propongono servizi innovativi e che diventano poi fenomeni di massa, ma solo perché evidentemente c’è ancora qualcuno che fortunatamente fa il “pioniere” e non il “colono” in quel vasto spazio chiamato Internet.

Non dimentichiamo che la ricerca è stata commissionata da Microsoft.
Il colosso dell’informatica è in procinto di lanciare il suo nuovo motore di ricerca, conosciuto per il momento col nome in codice di Kumo. Forse Micorsoft, con questa ricerca e la sua seguente comunicazione, vuole sottolineare che il cosiddetto Web inesplorato, è una realtà di fatto. Gli attuali motori di ricerca, che basano i loro risultati sulla presenza statistica di parole chiave, non sono, infatti, in grado di portare alla luce che un frammento della conoscenza sparsa per il Web, poiché si basano sulla rilevanza statistica degli argomenti, proponendo quindi solo quelli che risultano più cliccati. Una nuova generazione di motori di ricerca basati su nuovi concetti e in grado di indicizzare anche il Web inesplorato è in preparazione e, tra questi, anche Microsoft Kumo.

Siamo davvero solo dei navigatori timorosi e non degli esploratori?
Siamo davvero così pigri e abitudinari?
O è solo una trovata pubblicitaria di Microsoft?
A voi la scelta.

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