Repubblica.it ha pubblicato il 30/03/09 la notizia che due giovani ex studenti di Harvard, Trip Adkins e Jared Friedman, hanno creato in California un sito che permette di scaricare e leggere gratuitamente quanto di meglio c’è sul mercato dei libri: Scribd.com, una sorta di E-mule della letteratura.
Il sito viene visitato da 55 milioni di persone al mese e non si paga nulla per accedervi, poiché vive di sola pubblicità. La lista dei titoli a disposizione degli utenti spazia dalla narrativa contemporanea alla saggistica, includendo romanzi dei più celebri autori contemporanei, quali Ken Follet e John Grishman.
Potrebbe rivelarsi la nuova era del mondo editoriale. Per centinaia di studenti si risolverebbe il problema dell’ingente spesa d’acquisto dei testi universitari e, forse, molte copisterie vedrebbero uscire meno spesso ragazzi trafelati, con buste scure piene di "vergognose" fotocopie. Ma dall’altra parte resta il lavoro di scrittori e case editrici, a cui il sito non paga alcun diritto d’autore.
L’espediente escogitato per non ricorrere in sanzioni risponde ad una arguta interpretazione dello U.S. Digital Millennium Copyright Act, l'aggiornamento a Internet della legge americana sui diritti d'autore, che afferma che un sito non può essere citato in giudizio per azioni compiute da coloro che lo usano senza che il sito ne sia a conoscenza. La società, perciò, se un editore protesta, perché un suo libro è stato messo in rete, provvede a rimuoverlo entro 24 ore.
Ma a stabilire se la trovata è abbastanza scaltra da aggirare la legge, sarà un tribunale, a cui si sono rivolte alcune case editrici avvelenate.
Ma a stabilire se la trovata è abbastanza scaltra da aggirare la legge, sarà un tribunale, a cui si sono rivolte alcune case editrici avvelenate.
Se la preoccupazione del mercato editoriale è quella di subire la stessa crisi delle case discografiche, ciò appare davvero difficile. In genere chi ha la voglia di leggere un buon libro, e non può o non vuole acquistarlo, se lo fa prestare da qualcuno e magari, se quel qualcuno ne è rimasto deluso, si lascia convincere a non leggerlo affatto. Ancora, chi proprio non vuole contribuire alla crescita del guadagno editoriale, ma non rinuncia al piacere della lettura, ha a disposizione biblioteche e centri di lettura di facile accesso. Perciò, il sito californiano non sembra dare questo grosso smacco alle vendite letterarie.
Piuttosto potrebbe accadere che, dalla lettura veloce di un bel libro sul web, tra luci del monitor e pop up che disturbano, a qualcuno venga in mente di fare un salto in libreria, per riassaporare con la giusta atmosfera il gusto di una lettura a contatto con carta e inchiostro.
Aurelia Zucaro
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