
Anche Hollywood si occupa della crisi dell’editoria. E’ il thriller di Kevin MacDonald “State of play” che, come spiega il regista, racconta ”sia una cospirazione politica che la profonda crisi della carta stampata, sempre più soppiantata dai blog via internet, più veloci ma legati a notizie basate più su gossip e opinioni che sui fatti”.
State Of Play, tratto da una miniserie britannica di grande successo trasmessa dalla BBC nel 2003, arriva nelle sale italiane il 30 aprile 2009.
Nel film di Macdonald l'interesse principale è parlare del rapporto tra la rivoluzione dei media e la ricerca della Verità. Di come, insomma, l'evoluzione dei media sembra stia cancellando l'esistenza del giornalismo tradizionale, quello d'inchiesta, soffocato dai bisogni d'immediatezza e velocità delle nuove tecnologie. E insieme al quale se ne va anche tutto l'immaginario, se vogliamo romantico, del giornalista. Proprio quello che Russel Crowe rappresenta tramite il suo Cal McAffrey, affiancato dalla bellissima Rachel McAdams Lui è reporter vecchio stampo in cerca della verità sulla strada, con il taccuino sempre pronto e la penna sempre in mano, lei è una blogger, è la freschezza e insieme l'ingenuità del giornalismo online. Uniranno le forze, e avranno da imparare. A vicenda.
“Questo è un thriller in cui la cospirazione è 100% vera - dice MacDonald- nel senso che è ispirato a situazioni reali, come lo scandalo Blackwater” (a compagnia militare privata, accusata di abusi mentre svolgeva compiti di sicurezza per il governo Usa in Iraq, ndr). “Molte funzioni della difesa, negli Stati Uniti e all’estero- continua il regista- sono appaltate a società private, dall’addestramento della polizia al monitoraggio delle telefonate”.
Completano l'impressionante cast Ben Affleck, Robin Wright Penn, Jason Bateman, Jeff Daniels e una spettacolare Helen Mirren nel ruolo del direttore del giornale. Nella serie inglese era un uomo, ma il nome è rimasto identico: Cameron.
Il cast, in origine doveva essere ancora più stellare. Il protagonista del film doveva essere Brad Pitt che ha abbandonato a quattro giorni dall’inizio delle riprese.
State Of Play, tratto da una miniserie britannica di grande successo trasmessa dalla BBC nel 2003, arriva nelle sale italiane il 30 aprile 2009.
Nel film di Macdonald l'interesse principale è parlare del rapporto tra la rivoluzione dei media e la ricerca della Verità. Di come, insomma, l'evoluzione dei media sembra stia cancellando l'esistenza del giornalismo tradizionale, quello d'inchiesta, soffocato dai bisogni d'immediatezza e velocità delle nuove tecnologie. E insieme al quale se ne va anche tutto l'immaginario, se vogliamo romantico, del giornalista. Proprio quello che Russel Crowe rappresenta tramite il suo Cal McAffrey, affiancato dalla bellissima Rachel McAdams Lui è reporter vecchio stampo in cerca della verità sulla strada, con il taccuino sempre pronto e la penna sempre in mano, lei è una blogger, è la freschezza e insieme l'ingenuità del giornalismo online. Uniranno le forze, e avranno da imparare. A vicenda.
“Questo è un thriller in cui la cospirazione è 100% vera - dice MacDonald- nel senso che è ispirato a situazioni reali, come lo scandalo Blackwater” (a compagnia militare privata, accusata di abusi mentre svolgeva compiti di sicurezza per il governo Usa in Iraq, ndr). “Molte funzioni della difesa, negli Stati Uniti e all’estero- continua il regista- sono appaltate a società private, dall’addestramento della polizia al monitoraggio delle telefonate”.
Completano l'impressionante cast Ben Affleck, Robin Wright Penn, Jason Bateman, Jeff Daniels e una spettacolare Helen Mirren nel ruolo del direttore del giornale. Nella serie inglese era un uomo, ma il nome è rimasto identico: Cameron.
Il cast, in origine doveva essere ancora più stellare. Il protagonista del film doveva essere Brad Pitt che ha abbandonato a quattro giorni dall’inizio delle riprese.
Giorgia Pellecchia
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